ESCLUSIVA – Il Mediterraneo diventa cristiano: … Nel 1961 tornò alla luce, nella proprietà di El Turuñuelo nella provincia di Badajoz in Spagna, un’importante necropoli tardoantica. Uno dei rinvenimenti più significativi si verificò in una tomba femminile dotata di un ricco corredo, risalente all’epoca visigota – fine del VI-inizio VII secolo d.C. – e composto da diversi ornamenti di pregevole fattura: tra essi figuravano orecchini, anelli, una quindicina di brattee (lamine metalliche applicate sull’abito come decorazione) e una fibula di forma circolare. Ad attirare l’attenzione degli archeologi fu in particolar modo quest’ultima (nella foto qui sotto). Di dimensioni non troppo grandi – il diametro misura circa 5 cm -, la spilla è composta da due lamine d’oro saldate fra loro e fissate per mezzo di due rivetti. La parte frontale raffigura l’Epifania o Adorazione dei Magi: i tre sacerdoti, con abiti orientali e berretto frigio, offrono i doni a Maria seduta in trono con il …Altro
The Holy Grail of Valencia and the Third Jubilee … di Redazione , pubblicato il 24/03/2026 Dal 30 ottobre 2025 al 29 ottobre 2026 Valencia celebra il Terzo Anno Giubilare del Santo Graal. Nella Cattedrale è custodito il Santo Calice, reliquia medievale considerata da molti il calice dell’Ultima Cena. Il Giubileo richiama pellegrini e visitatori nel cuore storico della città. La città di Valencia è da qualche mese uno dei grandi centri di pellegrinaggio della cristianità, in occasione del Terzo Anno Giubilare del Santo Graal, iniziato il 30 ottobre 2025 e che si concluderà il 29 ottobre 2026. L’evento, riconosciuto dalla Santa Sede nel 2015 grazie alla concessione di papa Francesco, consente alla Capitale del Turia di celebrare ogni cinque anni un Anno Santo dedicato alla celebre reliquia custodita nella sua Cattedrale: il Santo Calice (Santo Cáliz), una coppa che dal Medioevo è candidata a essere il Santo Graal della famosa leggenda. La commemorazione colloca Valencia tra le …Altro
Saint Devote: history, faith and tradition in … di Redazione , pubblicato il 28/01/2026 Nel quartiere di La Condamine, la chiesa di Santa Devota custodisce l’identità dei monegaschi. Tra leggenda e storia, reliquie, riti solenni e legami con la famiglia Grimaldi, la patrona di Monaco rappresenta un punto di riferimento spirituale e culturale centrale. Nel tessuto urbano del Principato di Monaco, precisamente nel quartiere di La Condamine, sorge un edificio che trascende la semplice funzione architettonica per farsi custode dell’identità stessa dei monegaschi. La chiesa di Santa Devota, situata nel vallone dei Gaumates, rappresenta uno dei punti di riferimento più antichi e sentiti per i cittadini e per la Famiglia Principesca. La sua collocazione non è casuale, poiché secondo la tradizione sorge nell’area dove, agli albori del IV secolo, approdò la barca che trasportava le spoglie martirizzate della giovane cristiana Devota. La narrazione storica e quella leggendaria si …Altro
Ottimo articolo, e un bel racconto, che lega aspetti storici, culturali, artistici e fede religiosa attorno alla testimonianza di una Santa, di una martire. Tutti noi dovremmo prendere esempio nell' avere almeno un santo o più santi dai quali prendere esempio per la nostra vita e ai quali affidarci spesso nel cammino della nostra vita.
di Luigi Bignami Un’imponente scoperta archeologica nel Delta del Nilo scrive pagine inedite su ciò che sappiamo sulle origini del monachesimo cristiano 24 marzo 2026 Egitto, riemerge Al-Qalāyā: il gigante nascosto … L’interno dell’area degli scavi / Ministero del Turismo e delle Antichità Un’imponente scoperta archeologica nel Delta del Nilo scrive pagine inedite su ciò che sappiamo sulle origini del monachesimo cristiano. Nel sito di Al-Qalāyā, nel governatorato di Beheira, una missione egiziana ha riportato alla luce un vasto complesso religioso risalente a circa 1.500 anni fa, oggi indicato dagli studiosi come il secondo più grande agglomerato monastico della storia del cristianesimo. L’annuncio, diffuso dal Ministero del Turismo e delle Antichità, proietta questo luogo — finora poco considerato rispetto ai celebri monasteri dell’Alto Egitto — al centro del dibattito internazionale sulle prime forme di vita religiosa organizzata. L’area degli scavi / Ministero del Turismo …Altro
Elena, storia e leggenda di Antonio Musarra La storica Canella esamina la figura della madre di Costantino. La sua “invenzione” della Terra Santa trasforma lo spazio della vicenda evangelica in una geografia sacra stabile, inscrivendo la storia cristiana nella topografia dell’impero. Sant'Elena nell'Invenzione della Vera Croce di Piera della Francesca. Arezza, chiesa di San Francesco Ci sono figure che la storia non riesce a trattenere dentro i confini severi del documento. Sfuggono, si moltiplicano nei racconti, diventano modelli esemplari prima ancora di trovare una forma stabile di memoria. Elena, madre di Costantino, appartiene a questa categoria: concubina, per alcuni; imperatrice madre venerata come santa, per altri; protagonista del ritrovamento della Vera Croce e, di fatto, “inventrice” della Terrasanta cristiana, per altri ancora. Donna in cui devozione, politica e rappresentazione s’intrecciano fino a rendere impossibile separare nettamente l’esperienza storica dalla …Altro
È conservata nella cappella delle reliquie della cattedrale di Santa María de la Asunción di Coria (Spagna) Ci sono voluti circa 250 anni per costruire la cattedrale di Coria, nella regione spagnola dell’Estremadura. La sua storia è lunga e complessa, e certi studi indicano che alcuni degli elementi che compongono la struttura risalgono al I secolo. Secondo la tesi dottorale di María del Carmen Sanabria Sierra, scritta sotto la direzione del famoso storico dell’arte Victor Nieto Alcaide, la cattedrale potrebbe essere stata il primo tempio cristiano di tutta la Penisola iberica. Un mosaico romano trovato nel chiostro potrebbe essere la prova schiacciante di questo fatto. La cattedrale si erge sul sito in cui sorgevano una cattedrale visigota, la moschea principale della città e una vecchia cattedrale romanica. La sua costruzione, iniziata nel 1498 (sei anni dopo la Reconquista), venne completata verso il 1748, ma il terremoto di Lisbona del 1° novembre 1755 le provocò gravi danni. …Altro
Philip Kosloski - pubblicato il 28/04/21 Questi personaggi biblici hanno ricevuto un dono di vita miracoloso Se Gesù è l’unica persona ad essere mai risorta dai morti grazie al proprio potere, ci sono stati molti altri personaggi nella Bibbia riportati miracolosamente in vita da Dio. Il Catechismo della Chiesa Cattolica offre una breve spiegazione di queste resurrezioni dai morti e del loro rapporto con la resurrezione di Gesù: “La risurrezione di Cristo non fu un ritorno alla vita terrena, come lo fu per le risurrezioni che egli aveva compiute prima della pasqua… Questi fatti erano avvenimenti miracolosi, ma le persone miracolate ritrovavano, per il potere di Gesù, una vita terrena « ordinaria ». Ad un certo momento esse sarebbero morte di nuovo. La risurrezione di Cristo è essenzialmente diversa. Nel suo corpo risuscitato egli passa dallo stato di morte ad un’altra vita al di là del tempo e dello spazio. Il corpo di Gesù è, nella risurrezione, colmato della potenza dello Spirito …Altro
"Dicono i Vangeli che, appena morto Gesù, il velo del Tempio si squarciò. I Vangeli, stringati resoconti storici, ci vengono ripetuti da duemila anni ogni domenica e, come accade delle cose cui si è fatta l'abitudine, finiscono col divenire parte del panorama consueto. Mi si passi l'esempio, è come vedere per la prima volta un bel paesaggio. La sua bellezza desta meraviglia e piacere ma, se si va ad abitare proprio lì davanti, in pochi giorni la meraviglia e il piacere svaniscono. L'abitudine, insomma, uccide lo stupore e un importante dettaglio, a furia di starci sotto il naso, rischia di non venire mai colto. Così è per il velo del Tempio cui accennavamo, un particolare che a noi forse dice poco ma che per gli astanti di allora deve essere stato sconvolgente. A ben rifletterci, tutto nella morte di Gesù fu anormale, a cominciare da quel condannato che, fino all'ultimo respiro, non aveva smesso di dire di essere il Messia atteso. Già questa ostinazione, sovrumana in chi sta per …Altro
In occasione del 17° centenario del Concilio di Nicea, meta di un possibile Papa Leone XIV, una lezione aperta nel campus di Milano ha mostrato un reperto del Fondo Papiri della Biblioteca di Ateneo che fa da ponte con la Chiesa delle origini Vatican News «Crediamo in un solo Dio, Padre onnipotente, /fattore del cielo e della terra,/ di tutte le cose visibili e invisibili» («pisteomen eis ena theon patera pantokratora / {panton} poieten ouranon kai ge / oraton te kai panton ton aoraton»). E poi, più avanti, il punto teologico che per secoli ha suscitato maggiori controversie: la natura divina di Gesù Cristo. «Generato dal Padre prima di tutti i secoli / luce da luce / Dio vero da Dio vero / generato, non creato / della stessa sostanza del Padre / per mezzo del quale tutte le cose furono» («ton ek tou patros genethenta pro panton ton aionon / phos ek photos / theon alethinon ek theou alethinou / genethenta ou poiethenta / omoousion to patri / di’ou ta panta egeneto»). Le parole che si …Altro
Lettura d'arte domenicale a cura di Don Paolo Quattrone Pannello Crocifissione, 530 d.C.- Basilica … “Sappia con certezza tutta la casa d'Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso”. Pietro si sta rivolgendo ai Giudei ricordando loro che quell’uomo che hanno respinto e rifiutato di seguire è il Signore, è il Figlio di Dio risorto che agisce ancora nella storia. Con la sua morte in croce non si è fermato tutto, al contrario si è spalancata una porta che conduce l’umanità dal peccato al perdono, dal dramma di sentirsi abbandonata allo scoprire che Dio è presente e ci accompagna ,come evoca molto bene il salmo 23 che ci offre la liturgia della IV domenica di Pasqua. Ma più di tutto ci ricorda che dalla morte ci si apre alla vita eterna! Non a caso, come leggiamo nel brano di Vangelo secondo Giovanni, Gesù si definisce come la porta: “Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo”. La croce …Altro
Philip Kosloski - pubblicato il 15/04/22 Osservando la Pasqua ebraica, Gesù potrebbe aver ricordato il tradimento di Giuseppe da parte dei suoi fratelli nell'Antico Testamento L’Ultima Cena celebrata da Gesù e dai Suoi discepoli è legata alla celebrazione della Pasqua ebraica, che contiene una serie di atti simbolici. Durante questo pasto, Gesù proclama che uno dei Suoi discepoli lo tradirà: “Dette queste cose, Gesù si commosse profondamente e dichiarò: «In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà»”. “Rispose allora Gesù: «È colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò». E intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda Iscariota, figlio di Simone. E allora, dopo quel boccone, satana entrò in lui. Gesù quindi gli disse: «Quello che devi fare fallo al più presto»”. Giovanni 13, 21; 26-27 Perché Gesù ha intinto un boccone e lo ha dato a Giuda? Ci sono molte interpretazioni diverse di questo fatto, ma una possibilità è che Gesù stesse eseguendo una parte della …Altro
Jean-Paul Hernández giovedì 5 maggio 2022 Si può fare iniziare la storia dell’architettura cristiana con una pietra rotolata via, che fa intuire ciò che è successo a Cristo, e che spinge alla sua ricerca “Le donne al sepolcro”, mosaico, VI secolo. Ravenna, basilica di Sant’Apollinare Nuovo - archivio L’arte sacra cristiana inizia il mattino di Pasqua con la fede stessa. Perché il primo “monumento” dell’arte sacra cristiana è la tomba vuota. Se Le Corbusier ha potuto dire che “l’architettura inizia quando si mette una pietra sopra un’altra”, noi possiamo dire che l’architettura cristiana inizia quando una pietra fu trovata rotolata in modo inconsueto. Nel capitolo 20 del Vangelo di Giovanni Maria di Magdala «vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro» e senza altra verifica dice: «hanno tolto il Signore dal sepolcro» (Gv 20,2). Quasi che Maria intuisse ciò che è avvenuto a Cristo guardando ciò che è avvenuto alla pietra. Ecco l’essenza dell’arte sacra cristiana: pietre …Altro
ByMarinella Bandini| 20/06/22 L’isola è un museo a cielo aperto, ma sotto la superficie si cela un tesoro nascosto di ipogei e catacombe C’è un “tesoro nascosto” da scoprire a Malta. L’arcipelago, al centro del Mediterraneo, è famoso per i suoi monumenti preistorici e le strutture paleocristiane e bizantine, tra le più importanti al mondo. Da questo punto di vista Malta è un vero e proprio museo a cielo aperto. Ma uno sguardo sotto la superficie rivela un vero e proprio “tesoro nascosto”. Un intricato sistema di catacombe e ipogei ci catapulta all’epoca del cristianesimo primitivo, che su queste isole è arrivato 2000 anni fa con San Paolo. Gli Atti degli apostoli raccontano il naufragio dell’apostolo a Malta nell’anno 60. Così il cristianesimo ha messo radici in questa terra. E queste radici sono visibili anche sotto terra. Come spesso accade, sono proprio le sepolture, infatti, a raccontare la storia dei nostri antenati nella fede. I cunicoli all’interno delle Catacombe di …Altro
Aleteia - pubblicato il 10/09/14 Il papiro, di origine egiziana e scritto in greco, riporta varie citazioni bibliche In una conferenza sulla sua collezione di papiri svoltasi il 4 settembre, la Biblioteca John Rylands dell’Università di Manchester (Gran Bretagna) ha reso nota una grande notizia: la professoressa e storica Roberta Mazza ha rinvenuto un documento del VI secolo scritto in greco che descrive l’Eucaristia e rimanda ai primi cristiani. Mazza, ricercatrice dell’Istituto di Ricerca John Rylands, fondato di recente, si trovava nella biblioteca omonima – ritenuta la più grande del Regno Unito e che ospita il cosiddetto frammento di San Giovanni, l’originale più antico del Nuovo Testamento – per analizzare e classificare alcuni delle migliaia di frammenti di documenti storici inediti che vi sono conservati quando ha effettuato il ritrovamento. Il testo risale a circa 300 anni dopo la conversione al cristianesimo dell’imperatore romano Costantino, e la prima parola che la …Altro
Può capitare che un pittore, dipingendo il Cenacolo, disponga attorno al tavolo tredici apostoli più Cristo? E’ chiaro che i conti non tornano. Gli apostoli erano Dodici. Quella sera, a tavola, per l’ultima Cena, sedettero in tredici,Cristo compreso, e da qui, per inciso, discese la duplice natura attribuita alla valenza del numero: negativo se lo si considera esclusivamente portatore di morte, positivo se dai quei tredici seduti a Cena, pur nel dolore e nel tradimento, si giunge a configurare alla Resurrezione di Cristo. Comunque sia, quattordici commensali sono eccessivi. Perchè allora, soprattutto in alcuni affreschi medievali, come avviene nella bella Ultima Cena, realizzata dalla famiglia Baschenis nella chiesa di Santo Stefano a Carisolo, in provincia di Trento, gli apostoli sono uno in più del previsto? Osserviamo la splendida tavola, ricca di brocche, di vino. di bicchieri, di pani e di pesci -ricordate il primo miracolo di Cristo, alle nozze di Cana? – e di gamberi …Altro
Posted by Nicoletta De Matthaeis in Reliquie Le reliquie dell’ultima cena Ultima Cena. Curzio Vanni (Sec. XVI)- Bassorilievo in argento dietro il quale è custodita la Tavola dell’Ultima Cena. Basilica di San Giovanni in Laterano, Roma Un evento così importante nella vita di Cristo, inizio della passione, non poteva non aver prodotto diverse reliquie che ricordano questo momento. Alcune molto importanti, altre meno, alcune con pretese di essere autentiche, con tanto di ricerche effettuate, ed altre completamente fantasiose. Tanto per cominciare dobbiamo parlare del calice dell’ultima cena, quello che dal Medioevo in poi è conosciuto come il Santo Graal. Dopo aver squalificato una dozzina di candidati, che non hanno retto la minima analisi storica, fra cui il Santo Catino di Genova, i due che ancora resistono sono il Santo Calice di Valencia e il Calice di Doña Urraca, ambedue conservati in Spagna. Chi volesse conoscere un po’ la loro storia può leggere gli articoli su questo blog …Altro
L'obiettivo dell'autore era il ricordo devoto o tenere lontano magicamente il male? di Monsignor Michael Heintz, Ph.D. Circa 1.500 anni fa, un cristiano egiziano scrisse su un papiro certi passi del racconto del Vangelo di Matteo relativo all’Ultima Cena e del Salmo 78. La scoperta di questo preziosissimo oggetto, trovato tra le migliaia di papiri ospitati nella John Rylands Library dell’Università di Manchester (Gran Bretagna), è stata riferita di recente ottenendo dai media una pubblicità ben più grande di quella che ci si sarebbe aspettati. Esistono altri frammenti di questo tipo, e molti di loro sono più antichi. Perché dunque questo sensazionalismo? La risposta si può rinvenire in questo titolo: “Il papiro sull’Ultima Cena potrebbe essere uno dei più antichi amuleti cristiani”. Roberta Mazza, che ha scoperto questo frammento di papiro, lo ha descritto come “uno dei primi documenti registrati a usare la magia nel contesto cristiano e il primo amuleto mai trovato che si riferisca …Altro
Uno degli episodi centrali dei Vangeli è senza dubbio quello del banchetto pasquale o dell'istituzione dell'Eucarestia, con la transustanziazione del vino nel sangue di Gesù Cristo. A questa tematica furono dedicate numerose opere: in questa sede viene scelto e presentato un gruppo contraddistinto dalla stessa composizione strutturale, denominata ”a sigma”, per la sua conformazione a semiluna. Iniziamo proprio da Milano, dove nel Tesoro del Duomo è esposta la copertura dell'Evangelario, detta ”Dittico delle cinque parti". Nella valva posteriore, dedicata alla divinità di Cristo, al centro della lamella laterale destra, è scolpita la scena dell'Ultima Cena, interpretata anche come Cena con l'apostolo Giacomo, dall'Apocrifo dei Nazareni. Su un triclinio sono seduti in semicerchio Gesù e altri tre personaggi, attorno a una tavola su cui sono posti i pani e un pesce (1). È ritenuta opera della fine del V secolo dell'alta Italia, più probabilmente ravennate. In effetti, sono state …Altro
ASCOLI SATRIANO (Fg): Torna alla luce una mensa gioiello - E’ come quella dell’Ultima Cena. - Archeologia online - Archeomedia 11 Marzo 2006 Era il modo di banchettare dei ricchi Romani nel tardo impero, tutti distesi su un solo gran divano semicircolare, lo stibadium, che girava attorno ad un tavolo circolare. Un modo più intimo e selettivo dell’usuale triclinio con grandi letti rettangolari per più persone. Più adatto ad una società che dal IV secolo in poi si faceva sempre più esclusiva ed elitaria. Gran lusso solo per pochi, questo era lo stibadium. Ne parlavano tutti gli autori della tarda antichità ed è raffigurato su pitture, mosaici, rilievi. Diventa il modo classico di dipingere l’Ultima Cena (il banchetto più esclusivo di tutti) con Gesù al posto di estrema destra riservato al commensale più importante. Uno schema che rimarrà inalterato per tutto il medioevo fino a Leonardo da Vinci. Ma finora nessuno stibadium era sopravvissuto fino ai giorni nostri. Erano generalmente …Altro